La seconda semifinale dell’Eurovision 2026 è stata un mix di energia, scivoloni vocali, look memorabili e qualche polemica.

IN – I momenti migliori della seconda semifinale

Bulgaria – Dara con “Bangaranga”

Un’esibizione esplosiva che ha letteralmente incendiato la Wiener Stadthalle. Un’esplosione di energia pop, presenza scenica e un tormentone già virale: per molti è stata la performance più forte della serata, la piùvotata. La Bulgaria entra in finale da favorita.

Ucraina – Leléka con “Ridnym”

Una delle proposte più intense e apprezzate dal pubblico europeo. Una performance intensa, costruita su un crescendo emotivo, che ha confermato il legame speciale tra l’Ucraina e il pubblico europeo. Continua la sua tradizione di qualificazioni senza mai fallire. Secondo posto in semifinale e standing ovation.

Norvegia – Jonas Lovv, “Ya Ya Ya”

Pop moderno, impeccabile vocalità e un’estetica minimal ma d’impatto. La Norvegia si conferma tra le più solide della competizione.

Australia – Delta Goodrem con “Eclipse”

Una delle voci più potenti della serata. Delta Goodrem ha offerto una performance elegante e tecnicamente perfetta, confermandosi tra le favorite dei bookmaker.

Cipro – Antigoni con “Jalla”

Atmosfere mediterranee, ritmo dance e un’estetica curata: un mix che ha convinto pubblico e giurie.

La conduzione di Victoria Swarovski e Michael Ostrowski

Ironici, brillanti, protagonisti anche dell’interval act anni ’80: una coppia che ha saputo tenere il ritmo della serata.

OUT – I momenti meno riusciti

Svizzera – Veronica Fusaro con “Alice”

Una delle eliminazioni più amare e sorprendenti: dopo anni di qualificazioni, la Svizzera resta fuori. Un brano delicato e tematicamente importante, quello sulla violenza sulle donne, ma giudicato troppo “non immediato” per il televoto. Performance giudicata elegante ma poco incisiva.

Armenia – Simón con “Paloma Rumba”

Definita “la quintessenza del trash”, con un eccesso di elementi scenici che hanno finito per oscurare la canzone.

Ci sono state stonature e problemi audio, con momenti definiti “una tortura per i timpani”. L’acuto fallito di Alis (Ucraina) è diventato il simbolo della serata, rimbalzando ovunque sui social. Tra frecciatine, critiche e polemiche sull’autotune — vietato dal regolamento — la telecronaca italiana ha spaccato il pubblico in due. La seconda semifinale dell’Eurovision 2026 ha mostrato il lato più imprevedibile del contest: performance da ricordare, look al limite e scivoloni difficili da ignorare. Una serata che ha fatto discutere più di quanto abbia convinto. Ora non resta che aspettare la finalissima del 16 maggio.

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