La serie alterna confessioni del “re dei paparazzi” a testimonianze di ex moglie Nina Moric, agente Lele Mora e giornalisti come Marco Travaglio, evitando assoluzioni o condanne esplicite.

Trama e struttura narrativa

La docuserie ripercorre l’ascesa di Corona negli anni 2000 con l’impero degli scoop, i matrimoni falliti, processi per estorsione e periodi in carcere, fino al presente social. Cappello adotta un approccio corale, con montaggi che contrappongono il racconto auto-esaltatorio di Corona alle smentite di detrattori, trasformando tragedie in tragicommedia grottesca.
Nonostante lo stile hollywoodiano e i toni leggeri anche nei momenti drammatici, manca di analisi nuove sul personaggio o sul contesto mediatico italiano.

Punti di forza

Il formato bilancia voci multiple senza cadere in agiografia, offrendo un ritratto ambiguo che riflette la zona grigia tra realtà e finzione nel gossip.
Interviste come quelle di Moric (“è un pagliaccio”) o della madre Gabriella Previtera aggiungono profondità emotiva, mentre le sequenze carcerarie diventano godibili per l’ironia involontaria.
Funziona come specchio di un’era berlusconiana e social, indagando il potere del fango mediatico senza moralismi.

Critiche e limiti

La serie appare già datata al debutto, ignorando casi recenti e non aggiungendo riflessioni originali sul fallimento giornalistico o sul nichilismo culturale che sostiene Corona.
Netflix finisce per rilanciare il personaggio invece di decostruirlo, con un montaggio che amplifica ogni ambiguità senza porre veri limiti o domande scomode.
Il vuoto morale domina: scandali come revenge porn diventano solo “spettacolo”, legittimando il nulla come intrattenimento.

“Io sono notizia” intrattiene con la sua vitalità disperata ma lascia l’amaro in bocca, celebrando involontariamente il trionfo del vuoto su verità e etica. Vale la visione per chi segue il gossip italiano, ma delude chi cerca profondità oltre la superficie trash, e la cosa più sconvolgente è che questi valori, da lui trasmessi, rischiano di diventare d’ispirazione per il pubblico più giovane.

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