La serata inaugurale alla Wiener Stadthalle ha confermato lo spirito dell’Eurovision: spettacolo, caos creativo, momenti iconici e qualche flop inevitabile.
I migliori della serata:
Finlandia – Linda Lampenius & Pete Parkkonen con il brano “Liekinheitin”.
Una performance potente e pulita: elettronica e violino classico si fondono in un’esibizione elegante e d’impatto. Qualificazione meritata e mai in discussione. Luci fredde, outfit scolpiti, un’estetica da passerella nordica che ha trasformato il palco in una galleria d’arte contemporanea.
Grecia – Akylas con il brano “Ferto”
Akylas porta sul palco un delirio pop anni ’80 tra videogiochi, monopattini e coreografie folli. Un’esplosione di colore che sembra uscita da un editoriale di Vogue versione arcade. Trash? Sì. Ma irresistibile. Il pubblico lo premia e vola in finale.
Serbia – Lavina con “Kraj Mene”
Lavina scuote l’arena con un’esibizione metal teatrale e magnetica. Un’estetica metal couture che ha dominato la scena con la sicurezza di una diva gotica. Una delle sorprese più forti della serata.
Italia – Sal Da Vinci con “Per Sempre Sì”
Un matrimonio scenico che si trasforma in un tricolore gigante: teatralità, pathos e un tocco di trash che conquista. Sal divide, ma conquista.
Belgio – Essyla con Dancing on the Ice
La vera sorpresa: Essyla ribalta i pronostici e si qualifica con un brano dance-pop fresco e convincente.
OUT — Le delusioni della semifinale:
Portogallo – Bandidos do Cante con Rosa
Eleganza vocale impeccabile, ma troppo statica per il televoto. Il canto tradizionale non basta: fuori a sorpresa. In una notte di lustrini, la delicatezza non sempre conquista.
Georgia – Bzikebi con On Replay
Una proposta confusa, poco memorabile e penalizzata da uno staging minimalista. Eliminazione annunciata.
Estonia – Vanilla Ninja con Too Epic to Be True
Si interrompe una lunga serie di qualificazioni: performance poco incisiva e incapace di emergere in una serata molto competitiva.
San Marino – Senhit feat. Boy George con Superstar
Grande attesa, grande show… ma non basta. Il pubblico non premia un’esibizione scenografica ma poco efficace.
Momenti iconici della serata
Fiorello irrompe in diretta durante uno stacco pubblicitario, regalando uno dei momenti più imprevedibili. Zurcaroh incanta con un interval act acrobatico spettacolare. Vicky Leandros emoziona con L’amour est bleu nell’apertura dedicata ai 70 anni dell’Eurovision.
La prima semifinale dell’Eurovision 2026 è stata un defilé di emozioni, dove solo chi ha saputo unire musica e immagine ha davvero conquistato il pubblico. Glamour, audacia e identità: questa è la formula vincente.