Una festa durata tre giorni per onorare sei decadi di vita vissute sempre con l’energia del primo giorno
Fernando Proce ha festeggiato i suoi 60 anni trasformando un compleanno in uno show lungo tre giorni, tra ironia, musica e un amore viscerale per la radio che, come racconta a Novella 2000, “è l’unico elemento che mi tiene vivo”. Ne nasce il ritratto di un eterno Peter Pan dell’etere, che guarda al traguardo dei cinquant’anni di carriera pensando già al prossimo film ispirato alla sua storia.
Una festa-show lunga tre giorni
Secondo il racconto pubblicato da Novella 2000, più che un gala è stata una vera e propria grande festa per i 60 anni di Fernando Proce, definito da Paolo Salvaderi “forse l’uomo più potente della radio in Europa” e il dj più amato d’Italia. Al 55 di via Piero della Francesca a Milano, locale di proprietà del medico Giovanni Macrì, Proce ha voluto accanto a sé amici, colleghi, imprenditori, giornalisti e volti noti come Cristiano Malgioglio e il regista Roberto Cenci.
L’ingresso in scena, su un palco, chiuso in una bara scenica per “rifiutare” ironicamente i 60 anni, ha dato il tono surreale e autoironico alla serata, proseguita fino all’alba tra musica e ricordi. I festeggiamenti, racconta, sono durati “addirittura tre giorni”, con uno show di circa cinque ore e la partecipazione di Cristina D’Avena e del sassofonista Piero Billeri, “il mio braccio destro musicale”.
Cinquant’anni di radio e un film in arrivo
Nell’intervista concessa a Novella 2000, Proce ripercorre un bilancio che definisce “tutto straordinario e meraviglioso, come un bel film”, al punto che quel film sta davvero per diventare realtà. Racconta di una vita “dedicata esclusivamente alla radio”: entra a 10 anni in un programma per bambini, vi resta per 50, canta, scrive e sperimenta, mantenendo “lo stesso entusiasmo” degli inizi.
Il progetto cinematografico, cui lavora da un paio d’anni, è “ispirato alla mia storia” e ambientato nel Sud Italia: protagonista un bambino “rapito dalla radio” che però viene ostacolato da genitori e persone vicine, incapaci di comprenderne la passione. Proce parla di “un sogno spezzato che provoca dolore e sofferenza” e annuncia che il film, ora in fase di cast e sceneggiatura, “entro il prossimo anno vedrà la luce”.
L’eterno Peter Pan dell’etere
Alla domanda di Novella 2000 sulla difficoltà di accettare i 60 anni, Proce sorride: “Eh no, a un certo punto devo farlo… siamo degli eterni Peter Pan, non ci accorgiamo che il tempo passa velocemente”. Si definisce “un umile addetto ai lavori”, pur riconoscendo la sua posizione accanto a nomi come Linus e Marco Galli, di cui si dice “il più giovane dei vecchi”, decani della radio privata.
Rivendica però uno sguardo da testimone diretto sulla nascita dell’emittenza privata: ricorda quando “ci trovavamo anche le valvole per i trasmettitori e le antenne”, descrivendo “un mondo completamente diverso” rispetto all’oggi. In questo percorso la radio resta il suo centro di gravità: “non sono assolutamente influente, la radio è l’unico elemento che mi tiene vivo”.
La radio oggi, tra podcast e nuovi talenti
Proce, sempre nelle pagine di Novella 2000, osserva come oggi i contenuti radiofonici vengano spesso confusi con i podcast. Per lui, fare radio significa avere “una preparazione musicale, positività, ottimismo” e saper “trasmettere passione ai propri ascoltatori”, con una cultura che spazia “dalla politica all’attualità”.
Al cuore del mestiere vede una figura semplice e precisa: “il conduttore radiofonico deve essere un amico. Una persona di cui ti fidi”. Anche se riconosce che la radio è andata “un pochino in affanno” e oggi deve confrontarsi con YouTube e Spotify, continua a considerarla “una palestra di professionalità, di capacità di comunicare”, frutto di un’“alchimia particolare fatta di energia, positività, oltre alle competenze”.
In chiusura, dalla lunga intervista a Novella 2000 emerge una parola chiave: gratitudine. Proce ringrazia soprattutto gli ascoltatori, perché “quando raggiungi questo traguardo, 50 anni di radio, non puoi che ringraziare chi ti ha accompagnato e sostenuto fino ad oggi in questo lungo viaggio”.