Il viaggio di Estate Italiana fa tappa in Calabria, in un luogo dove la bellezza della natura si fonde indissolubilmente con la storia e il mito.

FRANCESCO RAFFAELE AVALLONE prosegue il viaggio nelle città italiane, iniziato da cristiano Gassani, e fa tappa a Crotone, l’antica metropoli della Magna Grecia, per scoprire il simbolo assoluto di questa terra: il promontorio di Capo Colonna e ciò che resta del maestoso tempio dedicato a Hera Lacinia.

Immaginate una scogliera d’argilla che si allunga come un dito nel blu dello Jonio, il profumo della macchia mediterranea che si mescola alla brezza marina e, stagliata contro l’azzurro del cielo, un’unica, monumentale colonna dorica. È l’ultimo testimone rimasto in piedi di quello che fu uno dei santuari più sacri e ricchi dell’intera antichità.

La maestosità del tempio e la statura del mito

Oggi vediamo una sola colonna superstite, alta poco più di 8 metri, che resiste da secoli ai venti e alle onde. Ma per capire la vera “statura” di questo luogo bisogna chiudere gli occhi e viaggiare nel tempo, fino al V secolo a.C.

Il tempio di Hera Lacinia non era semplicemente un edificio: era un faro per i navigatori e un centro spirituale immenso. Contava ben 48 colonne doriche, era rivestito con lastre di marmo splendente e custodiva tesori inestimabili, donati da eroi, re e viandanti. Al suo interno svettava la statua della dea Hera, protettrice delle mandrie, della fertilità e delle donne, che con lo sguardo dominava il mare. La statura di questo luogo non si misura infatti in metri, ma nell’impatto culturale che ha avuto sulla storia dell’Occidente: qui passò Pitagora, qui Annibale sostò prima di lasciare l’Italia, e qui si riuniva la confederazione delle città magno-greche.

Un tramonto da togliere il fiato

Visitarlo d’estate, magari sul fare del tramonto, è un’esperienza che tocca il cuore. Quando il sole si tuffa dietro le colline calabresi, la colonna di Capo Colonna si tinge d’oro e di rosa. Il silenzio del parco archeologico, interrotto solo dal canto delle cicale e dal frangersi delle onde sulle rocce sottostanti, regala una sensazione di pace mistica.

Non è solo archeologia; è un’emozione viva, il battito di un’Italia antica che continua a sussurrare la sua grandezza a chiunque decida di fermarsi ad ascoltarla.

Il consiglio di Estate Italiana

Se passate da Crotone in questa calda estate, non limitatevi a guardare la colonna da lontano. Passeggiate nel parco archeologico, visitate il museo che custodisce i reperti rinvenuti nell’area (tra cui lo splendido Diadema vitreo e gli oggetti votivi in oro) e poi concedetevi un tuffo nelle acque cristalline dell’area marina protetta di Capo Rizzuto, proprio ai piedi del promontorio.

Perché l’estate italiana è proprio questo: la perfetta armonia tra il mare più bello e la storia più grande del mondo.

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