Entro il 2026 tavolini, caffetteria e spazi esterni anche nel centro storico.
L’assessore alla Cultura Miguel Gotor annuncia la svolta per trasformare le librerie in presidi culturali vivaci e accoglienti.
Osp e deroghe: le novità concrete
Dal 2026 le librerie capitoline – incluse quelle piccole tra 50 e 100 m² – potranno richiedere l’Occupazione di Suolo Pubblico (OSP) per posizionare tavolini all’esterno, ampliando gli spazi con servizi di caffetteria. Le prime sperimentazioni partiranno già quest’anno, con deroghe ai vincoli urbanistici che finora limitavano queste attività, estese anche al centro storico e al perimetro UNESCO.
L’iniziativa punta a sostenere le realtà indipendenti e di prossimità, spesso escluse da regolamenti rigidi. Superando barriere burocratiche, si permetterà alle librerie di diventare poli multifunzionali: lettura all’aperto, presentazioni libri con caffè, laboratori e incontri con autori, rendendole più sostenibili economicamente.
Presidi culturali en plein air
L’obiettivo è chiaro: rafforzare le librerie come “presidi culturali di comunità”, spazi ibridi di incontro, socialità e cultura accessibile. L’assessore Gotor sottolinea come tavolini e caffè possano attrarre nuovi pubblici, favorendo un’animazione territoriale che unisce libri, convivialità e vita di quartiere.
Nel cuore di Roma, tra Trastevere, Campo de’ Fiori e il Ghetto, librerie storiche e indipendenti potranno finalmente espandersi verso la strada, creando micro salotti letterari all’aperto. Un modello che richiama i caffè viennesi o parigini, ma con l’anima romana: lettura sotto i portici, aperitivi con reading e laboratori per bambini tra i vicoli.