Alcune collaborazioni nascono attorno a un tavolo strategico. Altre da un piano marketing accuratamente costruito.
Quella tra Limori e Impure Alternative Basic, invece, è nata nel modo più autentico possibile: da un incontro umano.
Tra gli stand di Pitti Uomo, dove ogni stagione si intrecciano visioni, linguaggi e nuove connessioni, due realtà appartenenti a mondi diversi hanno scoperto di condividere qualcosa di fondamentale: lo stesso modo di guardare alle cose. Da una parte Limori, brand beverage guidato da Flavio Moretti; dall’altra Impure Alternative Basic, marchio fondato da Alessandro Cignetti. A unirli non è stata una strategia commerciale, ma una sintonia immediata.
«Appena ho visto il brand di Alessandro e conosciuto la sua storia ho pensato che fosse perfetto per noi», racconta Moretti. «Gli ho proposto di esporre insieme a Pitti e ci siamo trovati subito. È stato amore a prima vista.»
Un’espressione che potrebbe sembrare una battuta, ma che descrive perfettamente l’atmosfera di questo incontro. Perché prima ancora di condividere uno stand, Limori e Impure Alternative Basic hanno condiviso un approccio: quello di chi costruisce un progetto partendo dall’identità e non dalle tendenze del momento.
Per Alessandro Cignetti la moda è il risultato di un percorso costruito negli anni. Romano, cresciuto professionalmente tra Porta Portese e il Mercato Trionfale, ha sempre lavorato nel settore prima di sviluppare Impure Alternative Basic, un brand che interpreta il guardaroba maschile contemporaneo attraverso ricerca, qualità ed essenzialità. Oggi il marchio collabora con circa 500 punti vendita e guarda con crescente interesse ai mercati internazionali.

«È sempre un lavoro di squadra», spiega Cignetti. «La ricerca nasce dal confronto e dalla condivisione di idee e riferimenti.»
Pur provenendo da settori differenti, Moretti e Cignetti condividono un approccio comune: guardare al passato come a una fonte di ispirazione e non come a un esercizio nostalgico.
«Abbiamo una sinergia naturale», spiegano. «Ci lega il fatto di riprendere elementi del passato e trasformarli in qualcosa di contemporaneo, interessante e moderno.»
Ed è forse proprio qui che si trova il punto di contatto tra i due progetti. Non tanto nel prodotto, quanto nella visione. L’idea che tradizione e contemporaneità non siano opposti, ma elementi capaci di dialogare e generare qualcosa di nuovo.
Per il momento quella presentata a Pitti Uomo non è una collaborazione di prodotto, ma la condivisione di uno spazio e di una visione comune. Le idee, però, non mancano…e chissà…
«Per ora non abbiamo sviluppato nulla insieme, ma confrontandoci sono già nate diverse possibilità. Non escludiamo che possa succedere qualcosa in futuro», spiegano i due imprenditori.
D’altronde, Pitti Uomo è anche questo: un luogo dove le collaborazioni non si programmano necessariamente, ma accadono. Dove una conversazione può trasformarsi in un progetto e una semplice affinità in un’opportunità.
In un settore in cui molte partnership nascono per generare attenzione immediata, quella tra Limori e Impure Alternative Basic sembra seguire un percorso diverso: costruito sull’affinità, sul dialogo e sulla volontà di creare connessioni autentiche. Perché le collaborazioni più interessanti, a volte, nascono semplicemente da ciò che si riconosce nell’altro.

A cura di Cristiano Gassani