
Con immenso dolore voglio ricordare un grande uomo , non a caso un siciliano di Val di Catania precisamente Militello. Proprio dalle sue origini siciliane e dai suoi studi per la giurisprudenza e tutto il suo percorso incentrato nella passione dell’arte e del teatro che nasce un grande genio della TV , che ha saputo con un senso innovativo fare dei programmi superando ogni aspettativa. Utilizzando la sua frase ricorrente diceva sempre “dobbiamo stare un pochettino avanti e guidare il telespettatore verso la novità senza mai stravolgere troppo quell’orientamento “. Bastava per Pippo andare avanti “ innovare “ suscitare nuove emozioni” senza esagerare con programmi incomprensibili apparentemente attuali. Per meglio dire ha saputo creare una nuova comunicazione , scegliendo dei talenti particolari in ogni ambito ballo, musica, teatro, comicità! In fondo il suo essere uomo del Sud, lo aveva caratterizzato nello slancio di fare meglio . Aveva una marcia in più ! Aveva lasciato l’isola di Sicilia , il suo paesino in cui è cresciuto e dove ha coltivato i suoi sogni, seguendo la sua vocazione artistica , che gli ha permesso di guardare nuovi obiettivi per arrivare a Roma. Grande strategia quella di farsi conoscere in una delle strade più belle di Roma, via storica, ovvero Via del babuino al tempo sede della Rai .La sua passione comunicativa, insuperabile nel saper conciliare la formula più bella : il dialogo e l’ascolto ! Investendo sulle donne talentuose, alla scoperta di nuove forme di arte, un grande uomo, un pioniere indiscusso. Non si è mai arreso davanti a nulla , mettendosi in gioco nel rinnovamento totale. In fondo era consapevole degli anni e del tempo, tuttavia si metteva sempre in discussione non come un uomo arrivato , ma un uomo capace di cavalcare i tempi ! Il suo amore per l’isola e per la sua terra , per i suoi affetti, e’ stato un Leit motiv ! Voleva a tutti i costi rimanere attaccato alle sue origini, ce lo dimostra il fatto delle scelte anche del funerale. Li voleva tornare a Militello , nella sua Chiesa! Certamente guardando il mondo con i suoi occhi, ci induce a riflettere sui cambiamenti che stiamo vivendo e sulle comunicazioni attraverso i social . Mi viene ancor di più una domanda aperta: quale è stata la grandezza dell’uomo Pippo? Poche persone nella vita artistica hanno saputo condurre i programmi in questo modo originale, pieno di Ping pong come diceva spesso. Cosa vuol dire Ping pong? “ effettiva reciprocità nel dialogo tra gli artisti e gli spettatori per suscitare forme appassionanti e intriganti di ascolto! Ed era lui, Pippo unico nel suo stile, che con la sua formazione culturale colta e sapiente era riuscito a conquistare una vastissima platea di artisti e di spettatori. Non lo vogliamo solo ricordare come finora è stato fatto! Vogliamo esprimere oggi l’infinita gratitudine con il nostro dire “grazie di essere stato presente nella nostra vita “ vuol dire affermare l’amore verso una persona esemplare che va ricordata per la sua sensibilità e creatività. Molte volte è difficile coniugare queste ultime in modo semplice. Pippo Baudo rappresenta per il suo modo di essere stato maestro, un punto fermo di originalità e allo stesso tempo è un esempio di uomo generoso, distinguendosi per tutto ciò che di più bello ci ha saputo donare, rallegrandoci ogni volta con sorprese bellissime. Grazie a Pippo abbiamo dei talenti meravigliosi che continuano a starci accanto e a farci sognare. Senza musica , senza arte e spettacolo cosa sarebbe la nostra esistenza ? Il nulla. Suscitare emozioni e ravvivare i cuori attraverso il teatro e la musica è più di medicina per la sopravvivenza. Abbiamo bisogno di meravigliarci e dí incuriosirci, con tanta voglia di amare il bello e la musica . Pippo e’ stato anche capace di regalarci dei festival incantevoli per l’armonia e l’eleganza , portandoci nelle nostre serate dei momenti stupendi . In fondo per 60 anni è stato con noi ! Facendosi interprete autentico dei nuovi cambiamenti sociali e di civiltà . Avv.Patrizia Valeri – Patrocinante in Cassazione – Giurisdizioni Superiori. Il Padre spirituale Don Giulio Albanese: settimane di sofferenza
«C’è più gioia nel dare che nel ricevere, nel capire che dobbiamo uscire fuori le mura, che dobbiamo avere uno sguardo universale, che siamo tutti fratelli. Io direi che questa sfida che è una sfida culturale rappresenta il vero patrimonio-testamento che Pippo Baudo lascia all’Italia, a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo». Don Giulio Albanese, padre spirituale di Pippo Baudo parla fuori dalla chiesa di Santa Maria della Stella a Militello Val di Catania dove si svolgono i funerali del presentatore. «Sono state settimane soprattutto le ultime di grande sofferenza, era sotto morfina, però lucido e comunque per lui è stato un tempo, sono parole sue, di purificazione, di liberazione. In effetti si è chiuso un libro con la sua morte, quasi un secolo di storia, ma non è solo la storia della Rai, è la storia dell’Italia, del bel Paese e oggi noi quando guardiamo a quel feretro dobbiamo tenere presente che quel libro si è chiuso ma contiene tante memorie che noi dobbiamo custodire e ripeto non sono saperi che hanno solo una valenza culturale ma soprattutto spirituale». Padre Albanese è stato accanto all’autore e conduttore televisivo in queste ultime settimane: «Lui ha avvertito soprattutto in questi ultimi mesi di vita questo desiderio, ovvero di fare una sintesi, di capire che per certi versi il successo da solo non dà la felicità”. «Pippo mi ha detto di ricordare ai suoi figli che gli ha voluto bene. Me lo ha ripetuto costantemente: ‘forse a volte ho fatto fatica ad essere diretto ed esplicito, però una cosa la posso dire: ho sempre voluto bene ai miei figli'”. Padre Albanese ha spiegato che la ragione per cui Baudo è voluto tornare a Militello è perché «qui ci sono le sue radici e lui esprimeva un debito di ringraziamento nei confronti questa città che non solo gli ha dato i natali ma dal punto di vista valoriale lo ha forgiato e formato. E di questo è sempre stato orgoglioso. E’ tornato in questa terra nell’amata Sicilia proprio perché egli è sempre stato convinto che questa terra è un crocevia, è un crocevia delle Nazioni e da questo punto di vista rappresenta soprattutto questo primo segmento spazio temporale del nuovo millennio. In questo tempo sembra affermarsi il disordine globale ma in lui c’è sempre stato il convincimento che in fondo ciò che conta nella vita è il bene comune, il bene condiviso».