A un certo punto il lusso ha smesso di avere bisogno di farsi riconoscere.
I loghi sono diventati discreti, i colori più neutri, le silhouette impeccabili. Cashmere, cappotti cammello, mocassini e capi apparentemente semplici, ma riconoscibili, almeno agli occhi giusti, per tessuti, costruzione e dettagli.
È stata la grande stagione del quiet luxury.

Un’estetica costruita intorno a un concetto semplice, ovvero che il vero lusso non ha bisogno di essere dichiarato. Nessun logo da mostrare a distanza, nessun eccesso. Bastavano la qualità di un tessuto, un taglio perfetto o quel dettaglio che soltanto chi conosce davvero la moda poteva riconoscere.
Poi, come spesso accade, qualcosa ha iniziato a cambiare.
Non perché il quiet luxury sia improvvisamente scomparso, ma perché dopo stagioni di guardaroba perfettamente calibrati è tornata una certa voglia di personalità.
Le giacche possono essere nuovamente vissute, il denim scolorito, i mocassini segnati dal tempo. Una cravatta può essere portata con meno disciplina e una vecchia field jacket militare convivere con un pantalone sartoriale. Il nuovo incontra il vecchio, il lusso il vintage, la precisione qualche piccola imperfezione.
La parola interessante oggi potrebbe essere “carattere”.
Perché vestirsi bene e avere stile non sono necessariamente la stessa cosa.
Ed è forse anche per questo che il vintage continua a conquistare spazio nel guardaroba contemporaneo. Non più soltanto nostalgia, ma un modo per costruire un’identità personale.
Una French work jacket trovata a Parigi, un vecchio Levi’s, un Barbour consumato o un blazer Ralph Lauren di qualche collezione passata possiedono qualcosa che un capo appena uscito da una fabbrica non può avere immediatamente…loro hanno già vissuto!
Ed è curioso che proprio nell’epoca in cui possiamo acquistare praticamente qualsiasi cosa con un clic, stiamo tornando a desiderare ciò che non è perfettamente replicabile.
Forse sta cambiando anche il significato stesso della parola lusso.

Per anni abbiamo desiderato qualcosa che tutti potessero riconoscere. Poi siamo passati al lusso che soltanto pochi erano in grado di riconoscere. Oggi potrebbe essere ancora diverso.
Il vero lusso potrebbe essere indossare qualcosa che faccia venire voglia di chiedere “Dove l’hai trovato?”
E allora forse il prossimo lusso non sarà essere riconosciuti…ma ricordati.
A cura di Cristiano Gassani