Un colpo durissimo per le maestranze e per l’economia dell’intero settore audiovisivo
In data 23 gennaio 2026, la città di Milano diventa teatro di una narrazione discordante riguardante il futuro del cinema italiano. Nelle ultime ore, da Los Angeles sono giunte due comunicazioni ufficiali di segno opposto che evidenziano il momento di profonda incertezza vissuto dal Ministero della Cultura. Da una parte si registra un entusiasmo istituzionale per traguardi simbolici, dall’altra una pesante decisione economica che certifica la fuga di capitali esteri. Mentre la diplomazia guidata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lavorato per restituire credibilità internazionale, l’amministrazione interna del settore culturale sembra faticare a garantire la necessaria stabilità amministrativa.
L’enfasi di Lucia Borgonzoni sulle partecipazioni agli Academy Awards
La Vice Ministro della Cultura Lucia Borgonzoni ha diffuso una nota ufficiale dai toni celebrativi per sottolineare la presenza italiana agli Academy Awards, nonostante l’assenza di pellicole nazionali in concorso. Il comunicato evidenzia piccoli ma significativi successi individuali. Secondo quanto dichiarato da Lucia Borgonzoni: «Spiace che quest’anno non ci sia un nostro titolo in nomination agli Oscar, ma il nostro Paese è rappresentato benissimo dalla presenza della bolognese Valentina Merli nella squadra che punta al titolo di Miglior corto live action con l’opera ‘Two People Exchanging Saliva’». Il Ministero ha inoltre rivendicato con orgoglio «la candidatura di ‘Sweet Dreams Of Joy’ nella categoria Miglior canzone originale dal documentario ‘Viva Verdi!’». Questa visione ottimistica si scontra però con lo stallo del tax credit che sta alimentando una crisi economica nel comparto.
La fuga di Taic Funding LLC e il caso Bugatti
Il paradosso tra la narrazione del governo e la realtà finanziaria emerge chiaramente dalla decisione del board di Taic Funding LLC. Riunitosi a Los Angeles con diversi istituti bancari internazionali, il fondo ha deciso di revocare il finanziamento per la produzione Bugatti – The Genius. Il progetto, che prevedeva riprese tra Milano e Modena nella prossima primavera, sarà trasferito in Ungheria. Come riportato dal settimanale L’Espresso, la scelta è dettata dall’inaffidabilità del sistema contributivo italiano. L’Italia perde così un investimento di circa 200 milioni di dollari a causa della mancanza di certezze normative, dell’instabilità delle regole sugli incentivi e di tempistiche amministrative ritenute imprevedibili dai grandi investitori globali.
I fondi a Fremantle e la necessità di nuove regole certe
In questo scenario di instabilità, si aggiunge il recente provvedimento di Carlo Brugnoni, Direttore Generale Cinema e Audiovisivo. In questi giorni è stato concesso a Fremantle un contributo legato al tax credit per un valore totale di 71.039.451,27 euro. Tale erogazione solleva dibattiti sulla parità di trattamento e sulla gestione delle risorse pubbliche destinate alla filiera cinematografica. La domanda che sorge spontanea è se il sistema possa reggere il colpo di una perdita di 200 milioni di dollari mentre si celebrano risultati minori. Appare ormai improrogabile una riforma che restituisca fiducia e regole chiare a chi intende investire e lavorare nel cinema in Italia.
A cura della redazione
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