Sabrina Martinengo

La Sabrina di oggi: dopo Temptation Island, una quotidianità fatta di scelte e serenità.

D: Come descriveresti la Sabrina di oggi rispetto a quella che abbiamo conosciuto nel programma?

R: “Io, in realtà, sono sempre la stessa Sabrina, anche quando il programma ha fatto emergere una me diversa, una sfumatura inattesa che ancora oggi fatico a decifrare. Forse perché lì dentro si vive sospesi: tre settimane in una bolla, un pianeta lontano, dove le dinamiche diventano surreali e il cuore reagisce in modi che fuori non sceglierebbe mai. Non credo di essere cambiata. Se devo dirlo, oggi sono solo più coraggiosa. Quando sono uscita e tutti parlavano di un’esperienza “fantastica”, io ascoltavo e pensavo: ‘ma davvero?’ Per me non lo è stata, a prescindere da tutto. Quando qualcuno mi dice che vorrebbe provarci, rispondo sempre di riflettere:se ci vai per gioco, è un gioco che può far male. Se ci vai per una crisi vera, preparati: non è un percorso leggero”.

D: In che senso per te è stato “pericoloso?

R: “Quando dico che è un percorso pericoloso, intendo questo: nessuna coppia entra lì immaginando di uscire separata. Tutti arrivano convinti di tornare più forti, più uniti… e invece, quasi sempre, accade il contrario. Molte storie si disfano, altre restano in piedi ma con crepe sottili, ferite che non si chiudono in fretta, domande che non sai più dove appoggiare. Io, per esempio, ho visto Nicola soffrire e, quella sofferenza me la porto addosso ancora oggi, come una nota stonata che non smette di vibrare. È qualcosa che non mi perdonerò mai. Ma dipende anche dal carattere: io ho sempre camminato a testa alta, anche dentro gli errori. Per me sbagliare è crescere, è un varco che ti costringe a migliorarti, non a distruggerti. Certo: l’errore va fatto una volta, non mille. All’inizio dicevo che era un’esperienza bruttissima, che se potessi tornare indietro non la rifarei. Mi chiedevo cosa avessi combinato, perché avessi scelto certe strade. Oggi invece so che anche le ombre mi sono servite. Mi hanno dato coraggio, mi hanno mostrato chi sono davvero. Nonostante tutto, quell’esperienza mi ha resa più forte”.

D: Sabrina, guardando indietro, qual è il cambiamento più profondo e potente che questa esperienza ha acceso dentro di te?

R: “La mia vita, in fondo, è rimasta la stessa. Ho continuato a lavorare, a fare ciò che ho sempre fatto, con la stessa disciplina, la stessa normalità che mi tiene con i piedi per terra. È vero: oggi c’è una luce diversa sui social, una visibilità che non posso negare Ma credo di averla custodita bene, di averla fatta crescere con rispetto, senza forzature, senza inseguire ciò che non mi appartiene. Ho un seguito di persone perbene, che mi vogliono bene davvero, che mi leggono con gentilezza, e questa è una cosa che proteggo con gratitudine. Ma oltre quella luce, la mia quotidianità non è cambiata: resto una mamma, una donna che lavora, che si sveglia presto, che corre, che si impegna. Non ho vissuto stravolgimenti, solo un riflesso in più, una piccola scintilla che illumina, ma non modifica chi sono”.

D: Il pubblico ha seguito molto la tua storia con Nicola. Che rapporto c’è oggi, tra voi?

R: “Tra noi non c’è più nulla, se non un filo sottile di educazione. In cinque anni ci siamo scritti tre volte: un compleanno, un Natale, piccoli gesti gentili, niente che assomigli a un ritorno. Non ci siamo mai rivisti, mai cercati davvero. È rimasto un bene quieto, un rispetto che non fa rumore. Io, poi, non credo nell’amicizia dopo una storia importante. Quando una relazione finisce, per me finisce davvero: resta ciò che è stato, la sua luce, la sua ombra, ma non si trasforma in altro. Rimane solo il ricordo, e la dignità con cui lo si lascia andare”.

D: Dopo tutto ciò che hai vissuto, cosa significa oggi per te amare?

R: “Oh, mamma mia… se me l’avessi chiesto un anno fa, o due, avrei risposto in tutt’altro modo. Oggi invece vivo una calma nuova, una serenità che prima non conoscevo. Per me amare, adesso, significa avere accanto qualcuno che mi lasci essere me stessa, che non mi tolga il respiro, che non mi faccia vivere con quel fiato corto che per anni ho portato dentro. Un tempo cercavo altro, pretendevo altro. Oggi no: oggi so cosa mi fa stare bene. E in questo, davvero, sono cambiata”.

D: Sabrina, dopo Temptation Island la tua vita lavorativa è cambiata in qualche modo? Dai tuoi post sembra quasi che tu abbia intrapreso anche un percorso da influencer: è così, o il tuo lavoro è rimasto lo stesso?

R: “Sono un’agente di commercio, una consulente: quel lavoro è sempre stato la mia casa, e continuo a viverlo con la stessa dedizione di sempre. Oggi, accanto a questo, c’è la mia pagina social. La visibilità è arrivata con Temptation Island, e non lo nego: è stata una porta che si è aperta. Non è un lavoro nel senso tradizionale, ma collaboro con negozi, brand, aziende che mi scelgono, mi fanno indossare i loro capi e io li racconto, li interpreto, li porto alla luce. La cosa che mi sorprende è questa: mi cercano soprattutto per la moda. Io, spesso, mi domando il perché. Ho cinquant’anni, e un vestito su una ragazza giovane potrebbe cadere meglio… eppure scelgono me. Forse vedono qualcosa che io faccio fatica a vedere, una forza, una eleganza, una verità. Non lo so, però mi fa piacere, davvero”.

D: Sabrina, il fatto che molte aziende ti cerchino per collaborazioni nel mondo della moda può dipendere anche dal tuo fascino e dalla tua presenza: a volte, un capo può avere ancora più impatto indossato da una donna matura e sicura di sé.

R: “Forse è semplicemente questo: la gente è stanca della perfezione. Oggi cercano donne vere, normali, con i loro piccoli difetti, con quella bellezza che non ha bisogno di essere ritoccata. Forse vogliono riconoscersi in qualcuno che somiglia a loro, che non rappresenta un ideale irraggiungibile. Una donna reale, con la sua non‑perfezione fisica… e magari è proprio questo che arriva di più”.

D: Cosa rappresenta per te l’immagine?

R: “L’immagine è ciò che colpisce per primo, è vero. Ma resta solo una cornice. Nel nostro lavoro serve, come serve a me quando incontro un cliente: la prima impressione nasce da ciò che si vede. Una bella immagine non significa essere una strafiga, ma una donna curata, ordinata, pulita. Poi, però, viene tutto il resto: la professionalità, il modo di portarsi, la sensibilità, la competenza. Sono queste cose che amplificano davvero l’immagine e la rendono completa, viva, credibile”.

D: Quali sono i tratti distintivi del tuo stile?

R: “Sono molto presuntuosa, lo so, e quello che sto per dire potrebbe sembrare “mamma mia, questa se la tira”. Ma non è così. Io ci credo davvero, perché me lo dicono gli altri, perché lo vedo: ho la capacità di indossare qualsiasi cosa, anche uno straccio, e farlo sembrare bello. Ho eleganza, essa non dipende dal fisico. So valorizzare il mio corpo, anche se è un corpo normale, come quello di tante donne. Mi curo, certo, ma la differenza la fa il modo in cui so vestirmi, la scelta precisa di ciò che mi sta bene, la consapevolezza di ciò che posso indossare. Tant’è che quando vado a comprare qualcosa, non provo niente: entro, guardo, dico “quello”, lo porto a casa e mi va bene. Perché conosco le mie linee, conosco la mia verità, e questa per me è una forza”.

D: Quindi la moda è qualcosa che ti appartiene davvero… ti piacerebbe un giorno lavorare proprio in questo settore?

R: “La moda mi piace, sì, ma non ne sono schiava. Non corro dietro a ciò che “va di moda” nell’istante. Se quest’anno impazzano le gonne pareo, non sento il bisogno di averne una solo perché è tendenza. Ho capi che vivono con me da vent’anni, anche di più. Appena finita la maturità ho lavorato per Max Mara, il mio brand del cuore. Indosso ancora oggi alcuni loro capi di quasi trent’anni fa: sempre attuali, sempre belli, sempre veri. La moda mi piace, certo, ma non la inseguo. Il mio modo di vestire non rincorre il momento, e forse è proprio questo che lo rende sempre attuale: classico, pulito, senza tempo”.

D: Con quale brand ti piacerebbe collaborare in futuro?

R: “Ho fatto una scelta precisa, l’ho scritta anche sulla mia pagina: la mia missione è sostenere le aziende della mia città, della mia provincia, le realtà che parlano la mia lingua e respirano la mia stessa terra. Non ho un brand dei sogni, non inseguo nomi lontani. Oggi collaboro con Tob, un marchio di occhiali che sento davvero mio, perché mi rappresenta, perché mi somiglia. Se devo scegliere, scelgo sempre ciò che nasce qui, tra le strade che conosco, tra le persone che condividono i miei valori. Sono realtà che posso portare avanti con orgoglio, con quella fierezza silenziosa di chi sostiene ciò che ama e lo fa brillare senza bisogno di altro”.

D: Ti definiresti una donna forte?

R: “Assolutamente sì: una donna, una mamma di quattro figli, da sola… non può che diventare forte. A volte mi dicono che ho la grinta di una iena, ma io la sento in un modo diverso: è una forza silenziosa, fatta di amore e di responsabilità, di notti in cui non puoi permetterti di crollare, di passi che devi fare anche quando tremi. Non è durezza: è tenerezza che si è fatta coraggio. È il bisogno di proteggere ciò che ami, di restare in piedi anche quando nessuno vede quanto ti costa farlo”.

D: Qual è il messaggio che vorresti lasciare alle donne che ti seguono, quello che senti davvero nel cuore?

R: “Il messaggio che vorrei lasciare alle donne che mi seguono è l’indipendenza. L’indipendenza di restare sempre forti, autonome, capaci di credere in se stesse. Bisogna farlo sempre, anche quando sembra impossibile. È ciò che ho cercato di fare per tutta la vita: lottare per i miei sogni, non smettere mai di inseguirli, avere il coraggio di fregarsene di ciò che dice la gente. Eppure io l’ho superato. Perché credo profondamente in me stessa, nei miei valori, in ciò che faccio. Vado fiera di chi sono. E non permetto a nessuno di schiacciarmi.Questo è ciò che vorrei dire a ogni donna: credete in voi, sempre. Anche quando il mondo sembra volervi spegnere”.

D: E tu, come hai vissuto e affrontato le critiche e i commenti sul tuo percorso televisivo?

R: “Non ho mai risposto con rabbia.Ho scelto l’indifferenza, sempre. Sono sempre stata così: indifferente a tutto e a tutti, perché chi mi conosce davvero, chi mi vuole bene, chi mi vive ogni giorno sa perfettamente chi sono. Ho follower che mi seguono da sei anni, persone che ogni tanto mi scrivono: ‘Sai, non pensavo fossi così…’ E io sorrido, perché non ho mai fatto del male a nessuno. È incredibile come si arrivi a giudicare le persone in modo superficiale, senza conoscerle, senza guardare oltre una foto o un momento. Ma io continuo a camminare dritta: chi vede davvero, sa”.

D: Quindi oggi il rapporto che hai con i social e con il pubblico è sereno, positivo?

R: “Sì, assolutamente sì. Il rapporto con i social e con il pubblico oggi è positivo perché non ho mai mostrato qualcosa che non fosse davvero parte di me. Le persone mi vedono nella mia quotidianità: nel mio lavoro, nel mio essere mamma, nel mio impegno nel sociale che è una parte enorme della mia vita e questo lo apprezzano. Non ostento il lusso, anche perché non fa parte di me. E non mostro mai ciò che non sono. Credo che proprio questa autenticità sia stata la mia carta vincente: essere vera, sempre”.

D: Quanto lavoro c’è davvero dietro una pagina social, dietro tutto ciò che condividi ogni giorno?

R: “C’è lavoro, sì… tanto lavoro. Anche se per scelta io tengo tutto semplice: i miei reel sono essenziali, veloci, puliti. È questo che voglio far arrivare alla gente: verità, autenticità, quotidianità. Non cose costruite, non esagerazioni. Ma dietro c’è impegno: il telefono sempre in mano, gli occhi che osservano, che studiano, che guardano cosa funziona, cosa emoziona, cosa resta. E quando prima parlavamo di libertà, intendevo proprio questo: avere accanto una persona che ti lasci essere chi sei, senza voler cambiare nulla. Non è semplice stare vicino a qualcuno che vive anche di social, che sponsorizza, che crea, che risponde, che chatta. Io rispondo a tutti, sempre. Le mie follower e i miei follower mi scrivono cose normali, vere, e io ci tengo a rispondere. Non è facile trovare qualcuno che accetti questo mondo, questa presenza costante, questa dedizione. Ma è parte di me, e io la vivo con amore”.

D: Ti piacerebbe tornare in televisione, magari con un nuovo programma che ti rispecchi davvero?

R: “Non parteciperei più a programmi trash, questo è certo. A dicembre mi hanno contattata per Uomini e Donne, eppure ho detto di no. Anni fa avevo fatto il provino, è vero… ma oggi non mi appartiene più quel tipo di televisione. Non sono una che dice ‘mai’, perché la vita cambia e domani chissà. Ma ad oggi, no. La televisione mi piacerebbe, certo: dipende dal progetto, dal contenuto, dal tipo di trasmissione. Vorrei qualcosa che parli davvero di me, della donna che sono diventata”.

D: Ti piacerebbe partecipare al Grande Fratello?

R: “D’istinto direi di no. Però, se un giorno arrivasse davvero una proposta, dipenderebbe molto dalle persone dentro la casa, dall’energia, dal tipo di percorso che potrei vivere. Quest’anno non l’ho seguito, te lo dico sinceramente: non guardo quasi mai la televisione. Sto seguendo Temptation Island solo perché l’ho vissuto sulla mia pelle, e mi viene naturale rivederlo. Il Grande Fratello no, non l’ho visto… ma sui social leggevo, osservavo, e devo dire che i partecipanti scelti quest’anno non mi sono dispiaciuti. Se c’è un programma che mi affascina davvero, però, è L’Isola dei Famosi.Quella sì che mi attira: è un’esperienza che ti mette alla prova, ti spoglia di tutto e ti costringe a tirare fuori la parte più vera di te. L’Isola… sì, quella mi piacerebbe”.

D: Quali progetti stai coltivando in questo periodo?

R: “Il mio progetto, oggi, è il lavoro, è ciò che mi dà stabilità, ciò che mi permette di vivere serena. Sono una donna concreta: la mia tranquillità nasce dal costruire, dal crescere, dal migliorare ogni giorno. Spero di crescere ancora professionalmente, perché questo è il mio mestiere e lo porto avanti con dedizione. Lavoro tanto, tantissimo: sono una stacanovista, e tutto ciò che arriva in più lo accolgo solo se rispecchia davvero la mia immagine, i miei valori. Spesso mi propongono collaborazioni che non sento mie, che non parlano di me. Dico di no, anche quando l’offerta economica è alta. Preferisco restare fedele a ciò che sono, alla mia identità, alla mia verità. Il mio progetto è questo: crescere, lavorare, restare autentica”.

D: C’è qualcosa che non hai mai raccontato del tuo percorso a Temptation Island?

R: “No, anzi ti dirò di più, di Temptation Island non ho mai parlato davvero… e tu sei la prima persona che è riuscita a farmi raccontare qualcosa. Non l’avevo mai fatto, mai. Forse perché oggi è passato tanto tempo, e perché — in qualche modo — sono guarita da ciò che quell’esperienza mi aveva lasciato dentro. Solo adesso riesco a guardarla con occhi diversi, senza il peso di ciò che allora mi aveva ferita”.

D: Hai seguito la nuova edizione di Temptation Island?

R: “Si, le sto guardando e rimango senza parole, lo trovo un po’ esagerato. Quando ho partecipato io, Temptation Island era più veritiero, più autentico… almeno per come l’ho vissuto. Adesso lo guardo da fuori, con gli occhi di chi certe dinamiche le ha attraversate davvero: chi non le ha vissute non può capire, chi invece le ha sentite sulla pelle sì. Proprio per questo mi fa strano: vedo situazioni molto esagerate, coppie che definirei ‘malate’, disfunzionali, piene di nodi irrisolti. Queste coppie stanno vivendo amori tossici, dinamiche pesanti, e tutto viene spettacolarizzato. Non lo trovo bello, anzi. Da mamma mi dispiace che le mie figlie possano vedere Temptation Island, perché passano messaggi molto brutti, molto distorti. Quest’anno una coppia è stata chiacchieratissima per quel famoso video… e anche lì, mi ha stupito. Noi quando siamo entrati nel programma, siamo stati controllati in ogni dettaglio: ci hanno fatto una radiografia completa. Per questo trovo strano che una cosa del genere non sia saltata fuori prima.Però, per carità… non voglio giudicare. Vedo tanti ex partecipanti di Temptation Island sempre lì a commentare, a intervenire… a me non viene proprio, osservo, e basta. A volte ti comporti in un modo senza rendertene conto. Te lo dice una che c’è passata: in quelle tre settimane vivi davvero su un altro pianeta. Per questo capisco le persone che guardano da fuori e rimangono scioccate… ma non capisco chi ha partecipato e continua a commentare. Mi viene da pensare: ma scusa, ci sei passata anche tu, sai benissimo com’è… cosa commenti? A me non viene da giudicare queste coppie. Forse posso dirti questo: tutti criticano, tutti puntano il dito… ma nella realtà di tutti i giorni quante coppie tossiche esistono? Tantissime. Con Nicola devo essere onesta: abbiamo avuto, secondo me, la storia più bella in assoluto. Cinque anni meravigliosi, puliti, veri. È finita, sì… ma è stata una storia splendida, e sono certa che anche lui direbbe lo stesso”.

D: Alcuni protagonisti di Temptation Island, una volta usciti dal programma, hanno inseguito un successo effimero, cosa ne pensi a riguardo?

R: “Ho visto molte persone che hanno partecipato a Temptation Island con me lasciare il lavoro appena usciti dal programma. I primi mesi sembrano magici: arrivano guadagni, visibilità, attenzioni… e così mollano tutto. I primi mesi sembrano magici: arrivano guadagni, visibilità, attenzioni… e così mollano tutto. Poi però, quando quell’onda si spegne — perché si spegne sempre — arrivano le lacrime. Ho visto gente crollare, sentirsi persa, ritrovarsi con un pugno di mosche. Alcuni hanno toccato pensieri bui, perché la realtà, dopo sei mesi, torna a bussare forte. Io no. Io ho continuato a lavorare, e sono fiera delle scelte che ho fatto. Perché quando esci da Temptation Island e cerchi un lavoro ‘normale’, la prima cosa che fanno è cercarti su Google: nome, cognome… e appare tutto. E molte aziende ti salutano. Ti dicono che non sei ciò che cercano. E allora capisci che a 35 anni, se hai puntato tutto su un successo effimero, rischi di ritrovarti fuori da tutto. Per questo dico sempre che bisogna restare con i piedi per terra: Temptation Island non ti rende famoso. Ti dà un’onda da cavalcare, sì… ma devi farlo con intelligenza. Io sarò sempre grata al programma: mi ha dato un po’ di visibilità che ho saputo coltivare e usare anche nel mio lavoro. Ma la mia stabilità viene dal lavoro vero, quello che mi sostiene ogni giorno. Sono concreta, forse perché ho quattro figli. E questa cosa mi tiene ancorata alla realtà. Potrei permettermi di fare la sciocca, certo… ma non lo farò mai”.D: Con quale brand ti piacerebbe collaborare in futuro?R: “Ho fatto una scelta precisa, che ho scritto anche sulla mia pagina: la mia mission è sostenere le aziende della mia città e della mia provincia. Non ho un brand ‘dei sogni’ in particolare. Oggi collaboro con Tob, un marchio di occhiali da vista che sento davvero mio, perché mi rappresenta. Se devo scegliere, scelgo sempre realtà della mia regione: brand che parlano la mia lingua, che condividono i miei valori e che posso portare avanti con orgoglio”.D: Come ti descriveresti come mamma?R: “Oggi mi sento una mamma imperfetta in tutto… e forse proprio per questo vera. Ho figli grandi, una in piena adolescenza, poi una di 20 anni, una di 21 e uno di 28: un vortice, un caos meraviglioso, un burdel continuo. Ci sono giorni in cui mi chiedo davvero che male abbia fatto per meritarmi certe fatiche. È difficile, difficilissimo. Quando erano piccoli li ho cresciuti nella semplicità, con il cuore e con le mani. Ora che diventano adulti, tutto è più complesso: bellissimo, ma complesso. E poi farli andare d’accordo… impossibile. Hanno tutti caratteri forti, diversi, che si scontrano come onde. Ho quattro figli e quattro tempeste, e ti assicuro che non è facile. Ma in mezzo a tutto questo caos, c’è l’amore: quello che non si spezza mai”.D: Sei single in questo periodo della tua vita?R: “No, non sono single. Ho un compagno, una persona perbene e questa, per me, è la sua qualità più grande. È qualcuno che vuole davvero il mio bene, che mi lascia libertà in tutto, e questo è impagabile. È molto intelligente, non è di Cuneo ma ogni settimana è qui: è presente, costante, solido. Non ha figli… e direi che i miei bastano e avanzano. Non è il più giovane e pensa, a me che piacevano i giovani! Alla fine mi sono scelta un uomo più grande. Sto bene. È un momento della mia vita in cui tutto fila liscio, tutto va di un bene che quasi spaventa. Perché lui è davvero una bella persona”.

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