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L’avvocato Michele Lo Foco solleva un polverone mediatico senza precedenti con una denuncia che colpisce il cuore del sistema cinematografico italiano

L’ambiente cinematografico italiano assiste oggi a un terremoto mediatico causato dall’avvocato Michele Lo Foco. Attraverso una comunicazione indirizzata ai vertici di Ciak, il legale esprime il proprio sdegno per la gestione attuale della cultura visiva nel nostro Paese. Michele Lo Foco descrive uno scenario desolante in cui il cinema rischia di scomparire definitivamente se non mutano le condizioni strutturali che lo sorreggono.

Il nodo dei sussidi e del merito

La protesta si focalizza in particolare sulle storture legate al Tax Credit e alla selezione dei progetti da finanziare. “Stiamo assistendo alla fine della creatività libera”, suggeriscono le parole rivolte dall’avvocato Michele Lo Foco alla testata giornalistica. Egli sottolinea come le attuali politiche favoriscano una concentrazione di potere nelle mani di pochi, escludendo sistematicamente i talenti emergenti che non dispongono di grandi capitali alle spalle.

L’appello per un cambiamento radicale

Le osservazioni di Michele Lo Foco su Ciak non restano inascoltate e alimentano un confronto serrato tra produttori e registi. Il legale auspica una riforma che rimetta al centro la passione cinematografica e la tutela delle produzioni indipendenti. Senza una svolta decisa, Michele Lo Foco prevede un invecchiamento irreversibile del comparto, incapace ormai di parlare al grande pubblico e di competere a livello internazionale.

A cura della redazione

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