“Cime tempestose” di Emily Brontë è un classico immortale che travolge con la sua passione selvaggia e distruttiva.
Pubblicato nel 1847 sotto pseudonimo, sconvolse i critici vittoriani per la sua crudezza gotica e psicologica.
Narrato a scatole cinesi da Lockwood e Nelly Dean, segue Heathcliff, orfano zingaro adottato a Wuthering Heights, e il suo amore ossessivo per Catherine Earnshaw sullo sfondo delle brughiere yorkshire. Vendetta, fantasmi e generazioni segnate da gelosia dominano, con flashback che creano suspense e verosimiglianza.

Heathcliff, brutale e irresistibile, incarna caos romantico; Catherine, spirito libero, sceglie convenienza ma muore tormentata (“le nostre anime sono uguali”). Nelly è narratrice razionale; simboli come finestre (fantasma Cathy, spionaggio, morte) legano separazioni/connessioni.
Temi Profondi
Amore-odio distruttivo sfida perbenismo vittoriano; natura brughiera riflette passioni violente; elementi gotici (fantasmi, vendetta) simboleggiano lotta ordine/caos. Non pace, ma eterno tormento: Heathcliff cerca superiorità su razza/sociale repressa.
Linguaggio dialettale yorkshire, sintassi involuta intensificano atmosfera cupa; unico romanzo Brontë, influenza cinema (Olivier 1939). Disturbante, ipnotico: amore folle porta rovina, ma affascina.
Capolavoro per cuori inquieti: vertigini emotive garantite.