La Rosa d’Oro, a Roma un riconoscimento per 19 protagoniste
Sarà Roma a fare da cornice alla nuova edizione del Premio Internazionale “La Rosa d’Oro – Donne al Centro”. L’appuntamento è fissato per il 25 settembre 2026 nella Sala Italia dell’UNAR, in via Aldrovandi 16, dove si svolgerà l’ottava edizione dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Area Cultura ETS.
La manifestazione riunirà 19 donne impegnate in ambiti differenti, dal mondo dello spettacolo alle professioni, dalla cultura alla medicina, dall’imprenditoria allo sport.
Tra le premiate figura Angela Amira Cannizzaro, campionessa di pugilato. La musica sarà rappresentata da Yuliet Carrillo, cantautrice e musicista, Cinza Ganga e Laura Ganga, entrambe cantanti, oltre che da Sara Lauricella, produttrice discografica.


Il cinema sarà presente con Monica Celeste, costumista e direttrice di produzione cinematografica, e Jessica Giaconi, direttrice della fotografia. Nell’ambito della moda è stata invece inserita Alessia Celli, stilista di alta moda.
Ampio spazio anche alle professioniste della comunicazione. Tra le protagoniste ci sono Rita Cavallaro, giornalista d’inchiesta e scrittrice, Daisy Claire, speaker radiofonica, Claudia Conte, giornalista e scrittrice, ed Eleonora Cassandro Espago, cantante, attrice e giornalista.
Il riconoscimento coinvolgerà inoltre Arianna Cupolo, poetessa e scrittrice, Mariangela Castorina, esperta di estetica integrata, Maria Di Prato, imprenditrice e amministratrice delegata di Biotec Srl, e Vincenza Lorè, medico chirurgo nefrologo.
All’elenco si aggiungono Sara Ronconi, attivista sociale e per i diritti del personale militare, Elena Russo, attrice e performer, ed Elisabetta Viaggi, artista, attrice e modella.
A guidare l’appuntamento sarà Angelica Loredana Anton, presidente della Fondazione Area Cultura ETS, attrice e cantautrice, Ambasciatrice OIRD e Osservatore ONU a Vienna per i diritti delle donne.
«Il Premio La Rosa d’Oro è un’occasione per riflettere sul ruolo delle donne oggi», afferma Anton.
L’ottava edizione punta quindi a mettere in relazione esperienze professionali diverse, dando spazio alle storie e alle competenze delle donne coinvolte nell’iniziativa.