Ci sono voluti tre anni di silenzio quasi assoluto, ma Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, è tornato.

E lo fa nel modo che solo lui sa fare: con un annuncio che è già leggenda ancora prima dell’uscita. Il 10 marzo, con un video che in 48 ore ha superato i 5 milioni di visualizzazioni, il cantautore bresciano ha svelato “Ma’”, il suo terzo album in studio che arriverà il 3 aprile 2026. Non è solo un disco: è una confessione, una resurrezione artistica, un ritorno alle origini dopo un periodo di crisi personale e professionale che molti avevano temuto segnasse la fine del “Blanco fenomeno”.

Da San Siro al silenzio: cosa è successo in questi anni

Per capire l’importanza di questo ritorno, bisogna fare un passo indietro. Dopo il trionfo di Sanremo 2021 con “Brividi” (vittoria condivisa con Mahmood, canzone italiana più ascoltata di sempre), il tutto esaurito a San Siro nel 2023 e i vertici delle classifiche con Innamorato, Blanco sparisce. Niente singoli rilevanti dal 2024, niente concerti, niente apparizioni pubbliche. Solo qualche storia Instagram criptica e il rifiuto di Sanremo 2025. “Avevo bisogno di ritrovarmi” dirà più tardi, confermando voci di crisi depressiva e burnout creativo.

Il vuoto lasciato dal ragazzo con la voce graffiata e i testi che sembravano arrivare direttamente dall’anima aveva lasciato un buco nella musica italiana. La Gen Z lo idolatra, le radio lo passano ancora, Spotify conferma 1 miliardo e 400 milioni di stream globali. Ma Blanco dov’era?

“Ma’”: l’album che chiude un cerchio

Il titolo “Ma’” (contrazione affettuiva di “Mamma”) non è casuale. L’album racconta il ritorno alle origini, alla famiglia, alla Crema che lo ha cresciuto. Il video di annuncio è un viaggio nella memoria: Blanco bambino che corre nei campi, foto di famiglia in bianco e nero, frame del primo provino a X Factor 2020. “C’ho messo l’anima” dice, e lo si vede.

I primi estratti – “Anche a vent’anni si muore” (gennaio 2026, doppio platino), Piangere a 90Maledetta rabbia – anticipano un sound più intimo, meno esplosivo del pop-rock da stadio di Blu celeste. Si percepisce una maturità sofferente: meno urla, più confessioni. Prodotto ancora con Stefano Clessi (Island Records), ma con featuring top secret che promettono scintille.

Il Capitolo III: palasport sold out in 24 ore

Non solo musica: Blanco ha annunciato “Capitolo III – Palasport 2026”, il primo tour nei palazzetti (17 aprile Arena Jesolo – 16 maggio Vitriolic Arena Pesaro). Date di Roma, Milano, Bari, Bologna sono andate sold out in poche ore. Dopo gli stadi, il ritorno “vicino” al pubblico segna una nuova fase. Biglietti vinile autografati? Esauriti in 7 minuti.

Sanremo 2026 lo vede tra i favoriti con “Esibizionista” (top 5), ma Blanco sembra altrove. “Non cerco più l’adrenalina del palco, cerco verità” confessa a Rolling Stone. L’album esce a ridosso del referendum, ma lui: “La musica non vota”.

Tracklist ancora segreta, ma voci di Mahmood (riunione Brividi?), MadameThasup. Copertina minimal: Blanco solo, sguardo perso, scritta “Ma’” a pennarello. Pre-order attivo: CD, doppio vinile color crema, digitale.

StarPeopleNews lo dice chiaro: Blanco non torna per fare numero. Torna per fare storia. Il 3 aprile capiremo se “Ma’” è rinascita o testamento.

Una cosa è certa: l’Italia musicale ha ritrovato la sua voce più vera.

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