All’incontro sono intervenuti il Proff. Stefano Zecchi, Marco Salvati, Carlo Motta, Melania Rizzoli e l’autrice Melanie Francesca.

Si tratta di un progetto interessante non solo dal punto di vista letterario, ma anche artistico e culturale, perché Melanie Francesca è una figura trasversale: artista visiva, scrittrice e presenza mediatica, con un percorso che unisce arte contemporanea, narrativa e riflessione sul presente. Nel suo lavoro, infatti, la scrittura nasce dalla stessa matrice del disegno. Il libro si presenta come un’opera ibrida, a metà tra racconto e immagini, costruita con un linguaggio visivo e cinematografico.  A questo proposito l’editore Carlo Motta ha dichiarato: “La scrittura di Melanie è imprescindibile dai disegni. E’ come se il suo linguaggio diventasse forma visiva e viceversa. Non si più capire la complessità di Melanie senza le sue opere. Vi ricordo infatti che Melanie è un artista e sta facendo un percorso artistico importante. Lei si definisce un’artista che scrive non una scrittrice che disegna. E questo mi pare essenziale.“

Mentre Zecchi, più rivolto alla parte scritta, insiste sul lato complesso della materia: “È’ un libro complesso, mi hai sorpreso. Da te non mi aspettavo una tale complessità. E proprio perchè così complicato bisogna stare attenti. Ma è difficile risolvere un libro così articolato, la trama si intreccia su più piani. Bisogna leggerlo tenendo conto dei disegni e delle riflessioni filosofiche che lo spiegano.”

“I giovani lo capiscono bene” sostiene Melanie Rizzoli che da anni segue Melanie come moderatrice. “Melanie è bravissima, ha una scrittura lucida e tagliente, come dice Barbara Alberti. E il pubblico è quello dei giovani e giovanissimi, dovrebbe essere regalato a loro!”

Un libro dunque intricato per una generazione che non è cresciuta tra vampiri e Tim Barton. E infatti dopo la presentazione ufficiale alla libreria Bocca è volata alla sede di RTL102 per parlare proprio a quei giovani a cui si rivolge settimanalmente con gli amici della suite Niccolò, Simone e Francesca Cheyenne. 

“Il mio cervello non funziona come un’autostrada come per la maggior parte degli scrittori neuro tipici” dice Melanie. “funziona come un albero in cui tutte le sinapsi si accendono contemporaneamente in modo para tattico. C’è chi ragiona con un metodo deduttivo che mette in fila le cose con la logica razionale della causa effetto, ma io percepisco mondi in modo più intuitivo. Quindi il mio scrivere è atmosferico, a tinte forti e simboliche, come un film simile a twinlight o Sabrina di della serie Netfix. Ci sono vampiri e diavoli, ma anche potenti storie d’amore.”

La Carne dell’Eternità affronta in chiave distopica uno dei temi più attuali: il rapporto tra essere umano e tecnologia. In un futuro in cui gli spiriti disincarnati cercano di incarnarsi nei robot per tornare a vivere, il romanzo mette in discussione l’idea di progresso come pura ottimizzazione, riportando al centro il tema del corpo, della sensibilità e dell’esperienza.

Parallelamente, la ricerca di Francesca si sviluppa anche nell’arte visiva, con opere come THE BOX, installazione immersiva presentata tra Europa e Medio Oriente, che riflette sugli stessi temi: la relazione tra corpo, coscienza e spazio.

Negli anni, Francesca ha pubblicato numerosi libri con editori come Mondadori e Cairo-Rizzoli ed è stata oggetto di attenzione da parte di critici e intellettuali. La scrittrice Barbara Alberti l’ha definita un “prisma in moto perpetuo”, mentre il sociologo Francesco Alberoni ha sottolineato la sua capacità di unire tradizione e contemporaneità.

In un’epoca che promette di riscrivere il DNA, potenziare il cervello e correggere il corpo, Melanie Francesca pone una domanda quasi scientifica, ma profondamente esistenziale: se l’uomo diventa macchina, cosa resta dell’esperienza umana? Con La Carne dell’Eternità, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, l’autrice costruisce una distopia che dialoga idealmente con le teorie della Singularity di Ray Kurzweil e le visioni sull’intelligenza artificiale di Ben Goertzel, ma le supera introducendo una variabile imprevista: lo spirito.

Nel romanzo, gli spiriti disincarnati si incarnano nei robot. Horus, antico spirito egiziano, entra in un automa convinto che la coscienza artificiale possa generare emozione. È un esperimento quasi da laboratorio filosofico. Il risultato? Fallimento. La macchina può replicare la reazione, non l’esperienza.

Qui emerge il cuore femminile dell’opera: Alicia, vampira immortale dal Medioevo, attraversa i secoli portando con sé una sensibilità arcaica, carnale, sensuale. In un mondo dominato dal cerebralismo, la sua carne diventa atto di resistenza.

Il libro suggerisce che l’evoluzione non coincide necessariamente con il potenziamento. Forse, come direbbe Einstein, non tutto ciò che è misurabile conta davvero.

La carne vibra. L’algoritmo calcola.

E tra le due dimensioni, Melanie Francesca sceglie la vibrazione.

Tra disegni e parole

Attraverso illustrazioni evocative, la storia ci porta in un futuro distopico dove gli spiriti vivono nei robot. Con un linguaggio ricco e cinematografico, Melanie esplora temi complessi, lasciando il lettore con nuove consapevolezze. Come afferma Barbara Alberti, la sua scrittura è capace di sorprendere e affascinare. In un futuro indefinito e distopico, gli spiriti disincarnati, che da secoli cercano di entrare nei corpi umani per rivivere l’esperienza della vita, si incarnano nei robot. Horus, un antico spirito egiziano, vive in un automa di nome Caroline, ma capisce subito che i sensi metallici offrono solo un pallido riflesso del sentire umano. Recluso in una zona segreta di un centro militare dove si tengono esperimenti biotecnologici e rituali sciamanici, Horus incontra Alicia, un’immortale destinata al sacrificio. Innamorato, legge la sua vita come un libro, raccontando la sua storia che va dall’infanzia nel Medioevo alla trasformazione in vampiro. La narrazione, che mantiene una grazia fanta-filosofica, illustra come Alicia collezioni vittime nel corso dei secoli. In un’epoca in cui la felicità è soffocata dal cerebralismo, Horus cerca di salvare Alicia invocando potenze angeliche, mentre lei si rende conto che il suo cammino è ancora lungo. Il libro ci porta a esplorare le avventure di una creatura che, mezza donna e mezza sirena, comprende i limiti dell’amore umano e il percorso verso l’evoluzione.

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