Nel sistema moda l’immagine non è mai solo superficie: è racconto, identità, dichiarazione silenziosa di intenti.
È un linguaggio fatto di posture, di scelte misurate, di dettagli che parlano prima ancora delle parole. In questo spazio sottile tra estetica e significato si muove Fernando Pane, figura capace di incarnare un’eleganza che va oltre l’abito e diventa modo di essere. Direttore d’hotel, sì, ma soprattutto interprete di una nuova idea di ospitalità, dove stile, accoglienza e presenza personale si fondono in un unico gesto coerente. Oggi il direttore d’hotel non è più un ruolo distante e formale: è una presenza viva, che attraversa gli spazi con naturalezza, che accoglie con lo sguardo prima ancora che con le parole, che fa dell’immagine un’estensione autentica della propria visione. È da qui che prende forma una narrazione in cui moda, lusso e umanità si incontrano, e in cui il Sina Villa Medici di Firenze diventa non solo uno sfondo, ma parte integrante di un’estetica vissuta.
Ci sono luoghi che, come certi capi iconici, attraversano il tempo senza perdere desiderabilità. Il Sina Villa Medici è uno di questi: un palazzo che conserva un’eleganza old fashioned mai nostalgica, capace di rimanere attuale proprio perché non rinnega la propria storia. «È lì che nasce l’autentica eleganza fiorentina», spiega Pane. Il contemporaneo entra in punta di piedi, come un accessorio ben scelto: piccoli interventi, dettagli calibrati, accenti che rinnovano senza stravolgere. Proprio come in sartoria, un capo resta eterno se il taglio è perfetto e il tessuto pregiato, ma si attualizza grazie a un gesto misurato. Così l’ospitalità del Sina Villa Medici conserva il suo fascino senza tempo, reinterpretandolo con tocchi discreti che lo rendono sempre desiderabile.

In questo equilibrio si inserisce anche l’idea di lusso contemporaneo, che ha abbandonato l’eccesso per abbracciare l’autenticità. Per Fernando Pane il lusso nasce dalla coerenza: il Sina Villa Medici fa parte di Sina Hotels, un gruppo che appartiene alla stessa famiglia da oltre sessantacinque anni, e questa continuità si riflette naturalmente nell’esperienza offerta agli ospiti. Le proposte sono sempre più orientate alla valorizzazione del territorio, dell’artigianato e dei prodotti a km zero, affiancati alle esperienze iconiche e intramontabili, come ad esempio una visita agli Uffizi. È la combinazione tra radici autentiche e dettagli esclusivi a definire un lusso che non ostenta, ma racconta.

Nel lavoro di Fernando, convivono rigore manageriale e sensibilità estetica, ma il vero centro di tutto resta il rapporto con il team. «Credo che rigore e professionalità possano convivere con leggerezza», racconta, ed è una filosofia che si traduce in un approccio fatto di attenzione, rispetto e piacere condiviso. «Dobbiamo lavorare divertendoci» non è uno slogan, ma una linea guida che attraversa ogni decisione quotidiana, dall’accoglienza al dettaglio più invisibile. È lo stesso spirito che emerge anche nel suo modo di comunicare: si può essere seri e competenti senza rinunciare al gusto di fare le cose bene.
Se il suo percorso fosse raccontato come una collezione, il tema dominante sarebbe chiaro e riconoscibile: la sartoria napoletana, sempre e per sempre. Eleganza senza tempo, dettagli preziosi, autenticità. Per la prossima “stagione”, Pane immagina una continuità evolutiva, fatta di tocchi contemporanei e personali, senza mai tradire le radici che rendono uno stile davvero unico.
E guardando avanti, tra dieci anni, si vede o forse si vorrebbe vedere, esattamente così: con la stessa energia, più conoscenza, sempre affamato di sapere e curioso. Ma al di là di ogni ruolo professionale, quello che sente più vicino sarà quello di padre. Perché se l’eleganza è anche saper abitare il tempo, accompagnare una figlia verso l’età adulta sarà la sua avventura più grande.
A cura di Cristiano Gassani
Ph: Albina Abdullina